Chirurgia refrattiva: l'addio ad occhiali e lenti a contatto
Un bignami sulla chirurgia refrattiva: in cosa consiste ed a chi è utile.
All’inizio furono gli occhiali, poi vennero le lenti a contatto e per ultima la chirurgia refrattiva. Ma se occhiali e lenti rendono il paziente schiavo di un mezzo esterno, la chirurgia può risolvere per sempre il problema e renderlo libero. Il padre di questa tecnica fu il brillante oftalmologo ucraino Fiodorov, che iniziò ad intervenire su pazienti affetti da forti miopie già dal 1970. Il principio di base oggi è ancora lo stesso di allora e consiste nel rimodellamento della cornea, il tessuto più esterno della parte anteriore dell’occhio. Ma in questi quarant’anni sono stati fatti incredibili passi da gigante e si è passati dall’abrasione corneale tramite bisturi, fino all’utilizzo del laser ad eccimeri. Questo tipo di chirurgia però, per quanto avanzata e sofisticata, non è la panacea di tutti i mali che affliggono la vista ma può essere utile solo nella cura delle patologie refrattive, come la miopia, l’ipermetropia, l’astigmatismo e la presbiopia. Il paziente inoltre deve possedere determinate caratteristiche per poter essere ritenuto adatto all’intervento, ossia: avere già compiuto 21 anni, godere di ottima salute, non essere affetto da nessun’altra patologia oculare e neanche da malattie sistemiche autoimmuni. Attualmente si interviene ambulatorialmente e, a seconda della gravità del difetto, l’operatore sceglie se procedere su entrambi gli occhi contemporaneamente o in due fasi distinte. L’anestesia è di tipo locale, somministrata con gocce di collirio, e permette un intervento assolutamente indolore. Per le prime 48 ore dopo l’operazione può essere tuttavia avvertita una sensazione di fastidio, bruciore o, nei soggetti più suscettibili, franco dolore. Ma con una terapia topica adeguata questi minimi disturbi vengono facilmente tenuti sotto controllo. Nel periodo post operatorio il paziente dovrà avere l’accortezza di seguire poche e mirate norme igieniche: evitare la piscina per un mese, l’utilizzo di cosmetici per 20 giorni, gli sport traumatici per due settimane ed il contatto degli occhi con vapori, liquidi e saponi per almeno 15 giorni. Seguendo queste poche indicazioni il soggetto recupererà la capacità visiva completa in poche settimane e sarà finalmente libero di muoversi, senza occhiali o lenti, in un mondo completamente a fuoco.
